Sabato 1 Novembre ore 21.15
L’ultima casa di Rosa
Scritto e diretto da Sandro Fracasso
Con Francesco Baldi
Luci Giovanni Monzitta
Organizzazione Ensarte
La solitudine non è detta.
Non è un destino, neanche quando tutto fa pensare che non possa essere che così: la fabbrica dal lunedì al sabato, la caffettiera da uno, le parole che non si scambiano con anima viva. Il lavoro, il riposo, il lavoro, la domenica vuota di tutto, il lavoro, ancora.
Un lavoro che è tradizione, orgoglio, identità. Una vita consegnata alla fabbrica, dove il ferro e l’olio diventano pelle e appartenenza.
Ma una notte per Ivo arriva l’amore — intero e assoluto, senza misure da prendere, come se fosse maturato nelle ore sempre uguali dello stabilimento.
Arriva da un altro continente e scivola lungo il grande fiume prima di bussare alla sua porta. Ivo la chiama Rosa.
“Rosa è proprio bella, anche se ha già della ruggine profonda e qualche ferita,
perché l’hanno fatta girare senza olio. È la pressa più grande che abbia mai immaginato.”
Da un punto imprecisato della seconda metà del secolo scorso, in pieno boom industriale, la storia surreale di Ivo ci riporta ai valori fondanti della Repubblica: dignità, dedizione, responsabilità.
È una riflessione sulla cura — per il lavoro, per i gesti, per gli oggetti — che può trasformarsi in amore.
Un amore vissuto con la sensibilità di chi riconosce nella macchina una persona, in una transustanziazione metalmeccanica in cui il ferro di Rosa si fa corpo e sangue operaio.
Contatti
Martina Guideri – 335 6645771
martinaguideri@hotmail.com
